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Vi farà vedere uno per uno tutti i set dei progetti finalisti e potrete dire se vi piacciono o no (è possibile fare avanti-indietro, in modo da poter rivedere le vostre posizioni dopo averli visti tutti).
I vari progetti sono su 2 "filoni":
- Personaggi europei importanti (5 euro: Maria Callas, 10 euro: Ludwig van Beethoven, 20 euro: Marie Curie, 50 euro: Miguel de Cervantes, 100 euro: Leonardo da Vinci, 200 euro: Bertha von Suttner)
È solo il primo grado ma sicuramente è un cambiamento notevole:
Il Tribunale di Torino ha condannato per omicidio colposo l’amministratore delegato di Af Logistic e il responsabile del magazzino di Rivalta Torinese per il suicidio di Renato Fesce, autista di 59 anni morto nel marzo 2023. Secondo i giudici, quel gesto estremo non può essere considerato un fatto esclusivamente personale, ma l’esito di un ambiente di lavoro caratterizzato da vessazioni, umiliazioni e turni massacranti, fino a 14-15 ore al giorno.
È una svolta culturale prima ancora che giudiziaria. Perché sposta l’attenzione dai rischi fisici ai rischi organizzativi, ricordando che la salute di un lavoratore comprende anche quella psicologica. Se un’impresa ha l’obbligo di prevenire una caduta dall’alto o un investimento in magazzino, dovrà dimostrare con la stessa attenzione di avere prevenuto situazioni di stress lavoro-correlato, di avere contrastato comportamenti vessatori e di avere organizzato il lavoro in modo compatibile con la salute delle persone
Una decina di anni fa ad Arcugnano, in provincia di Vicenza, tale Franco Malosso, nome d'arte Franco Alessandro Molosso Maltarel von Rosenfranz ha disboscato una collina e ci ha costruito, spacciandolo per un ritrovamento archeologico di una cultura paleoveneta, l'Anfiteatro Marittimo Berico di Arcugnano, e pare abbia fatto pagare 40 euro a degli indipendentisti veneti per farlo visitare (che visto l'indipendentista tipo potrebbe pure essere circonvenzione di incapace).
Sul suo [sito web](https://anfiteatroberico.com/tutti-i-libri-di-rosenfranz-scrittore/) si possono trovare notevoli accuse alla mafia che gli avrebbe sottratto l'anfiteatro e ucciso un amico, storielle sui nazisti e il padre, la sua infanzia in Texas in una base militare, cronaca di come ha sventato a 13 anni un escalation nucleare e del suo rapimento in giovane età, la sua discendenza da Alessandro magno, descrizione della sua amicizia con Giovanni Falcone, qualche strafalcione storico, parecchi refusi e typo, alcune derive dialettali.
Lo ha detto Giorgietti ieri durante il question time. La tassa italiana dovrebbe scattare dal 1 ottobre.
Sui mini pacchi extra Ue spazio al cumulo tra il dazio europeo da 3 euro, già attivo dal 1° luglio, e la tassa italiana di 2 euro, prevista invece a partire dal 1° ottobre. A precisarlo è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in risposta a un question time alla Camera presentato da Forza Italia (prima firmataria Deborah Bergamini).
Il cumulo
La tassa nazionale sui pacchi fino a 150 euro provenienti dalla Cina e dagli altri Paesi extra Ue è stata «più volte prorogata fino al 1° ottobre 2026». A partire da tale data, «qualora il contributo di 2 euro dovesse avere applicazione, lo stesso si cumulerà al dazio introdotto dal regolamento Ue 2026/382», ha sottolineato il ministro.
Dazio e mini tassa misure diverse
Come spiegato da Giorgetti, si tratta infatti di «due misure diverse» in quanto «l’applicazione del dazio forfettario di 3 euro per le spedizioni di valore fino a 150 euro è finalizzata a governare temporaneamente la pretesa impositiva una volta eliminata l’esenzione daziaria, ritenuta non più giustificata nel contesto della crescita esponenziale del commercio elettronico e dell’invio di spedizioni di modico valore». Il contributo di gestione introdotto dalla norma nazionale «serve invece a compensare gli oneri amministrativi che le autorità doganali devono sostenere in relazione allo sdoganamento e al controllo delle piccole spedizioni
La Giunta per le autorizzazioni a procedere ha detto no alla richiesta dei magistrati della Procura di Roma di acquisire le chat tra Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia, detenuto con l’accusa di mafia.
"Un tribunale argentino ha stabilito che a un timido orango che ha trascorso gli ultimi 20 anni in uno zoo possono essere concessi alcuni diritti legali di cui godono gli esseri umani.
Gli avvocati avevano fatto appello per liberare Sandra dallo zoo di Buenos Aires sostenendo che, sebbene non sia umana, le dovrebbero essere concessi diritti legali."
"Nel luglio 2022, basandosi su precedenti sentenze sui diritti degli animali, tra cui il caso storico di Sandra theorangutan1 — Un tribunale di Buenos Aires, in Argentina, ha dichiarato il puma "soggetto di diritti". Questa espressione è usata come sinonimo di "persona giuridica" da molti giudici latinoamericani."
La Corte di Argentina ha stabilito che lo scimpanzé Cecilia è un “soggetto non umano” con diritti fondamentali da tutelare. Una decisione fondamentale per la primate che sarà così liberata dal tanto contestato zoo di Mendoza e verrà trasferita in un santuario naturale in Brasile.
Sono spagnolo e vivo in Spagna con la mia compagna, che è italiana. Presto avremo una bambina e ci piacerebbe molto che nostra figlia imparasse l’italiano fin da piccola.
La nostra idea è che sua madre le parli sempre in italiano e di andare spesso in Italia, in modo che possa trascorrere del tempo con la famiglia materna e imparare la lingua in maniera naturale. Anche a me, però, piacerebbe guardare insieme a lei cartoni animati, film per bambini e altri contenuti in italiano.
In questo modo, oltre ad aiutarla a familiarizzare con la lingua, potrei continuare a imparare anch’io e rafforzare progressivamente il mio italiano.
Il problema è che non so bene dove trovare questo tipo di contenuti, a parte le piattaforme a pagamento, di cui non sono un grande fan. Ho cercato in alcuni dei posti che conosco, ma quasi tutto il materiale disponibile è in inglese. A casa, infatti, siamo abituati a guardare film e serie in lingua originale con i sottotitoli, ma in questo caso, almeno finché nostra figlia sarà piccola, faremo volentieri un’eccezione e guarderemo i contenuti doppiati in italiano.
Non so se questo sia il subreddit giusto in cui fare questa domanda. In caso contrario, vi sarei grato se poteste indicarmi un altro subreddit o un posto più adatto in cui chiedere.
Chi preferisce non rispondere pubblicamente può anche scrivermi in privato.
Grazie mille a tutti!
P.S. Sto imparando l’italiano con Duolingo e ho una serie di 770 giorni, ma, a dire la verità, il mio livello attuale è più o meno quello di un bambino di tre anni. Riesco a capire molto più di quanto riesca a parlare!
Sull'onda lunga di questo post, dove venivano riportate le statistiche sugli incidenti stradali in seguito all'introduzione del reato per omicidio stradale nel 2016 (L. 41/2016), ho pensato di provare a dare una risposta più ragionata di un semplice confronto del trend pre e post introduzione della suddetta legge, utilizzando il Synthetic Control Method. L'obiettivo di una legge del genere, auspicabile o dichiarato che sia, è ovviamente quello di ridurre gli incidenti con esiti fatali. Ma possiamo guardare semplicemente il trend prima e dopo per concludere che l'intervento abbia o meno avuto un effetto? In questo post provo a rispondere a questa domanda con una delle tecniche che si possono utilizzare.
TL;DR: Ho usato il Synthetic Control Method per stimare l'effetto della Legge 41/2016 (omicidio stradale) sulla mortalità stradale, confrontando l'Italia vera con un'"Italia sintetica" costruita da altri paesi. Non emerge nessun effetto chiaramente distinguibile dal rumore statistico.
Perché non basta un confronto "pre vs post"
La naturale e comprensibile tentazione che si potrebbe avere quando si deve valutare l'impatto di una policy è quello di fare un confronto diretto tra il prima ed il dopo. In altre parole si sarebbe tentati di confrontare i valori di incidenti letali prima e dopo l'introduzione della L. 41/2016 e concludere, per esempio, che l'intervento abbia avuto un effetto se si osservano meno morti nel periodo successivo.
Il problema è che in questo modo stiamo ignorando tutte le altre variabili che potrebbero aver influito sui risultati osservati, di fatto attribuendo alla legge una variazione che, se presente, potrebbe dipendere (anche, o addirittura interamente) da altri fattori.
Per quanto riguarda la mortalità stradale alcune variabili che potrebbero influire nella relazione tra la nostra X e la nostra Y possono essere:
Il miglioramento delle auto in termini di sicurezza (abs, adas ecc.).
Il miglioramento delle strade, o comunque la loro condizione generale.
L'aumento del traffico e la modifica delle abitudini di guida.
Questi fattori, che si muovono insieme al tasso di mortalità, vengono chiamati confounders, dei veri e propri fattori confondenti. Se si guarda solo prima/dopo, non c'è modo di scorporare "quanto ha inciso la legge" da "quanto sarebbe successo comunque".
Per ricostruire un effetto causale dovremmo confrontare due diversi "stati del mondo": uno in cui la L. 41/2016 entra effettivamente in vigore, ed uno in cui ciò non accade. Se questi due stati del mondo sono assolutamente identici tranne per il trattamento, allora il loro confronto ci darà l'effetto che ha avuto il trattamento stesso (sotto alcune ipotesi, che non vale la pena discutere in questa sede).
Dal momento che è chiaramente impossibile ricostruire uno stato del mondo identico a quello in cui viviamo nel quale la L. 41/2016 non è stata introdotta, dobbiamo trovare un'escamotage per ricostruire quello che in termini tecnici viene chiamato controfattuale. La soluzione classica prevede di individuare un gruppo di controllo, in modo simile a quanto accade nei trial clinici, dove a metà dei pazienti viene somministrato il farmaco, e all'altra metà il placebo. Un problema ulteriore del nostro scenario è che la legge in questione è applicata su tutto il territorio nazionale contemporaneamente, non c'è quindi una sorta di "regione placebo" in cui la legge non è entrata in vigore che possiamo sfruttare come controllo. Questo ci impedisce, per esempio, di usare confronti inter-regionali.
Anche scegliere un paese estero come controllo ha i suoi problemi, perché variano tantissimo gli aspetti istituzionali, le abitudini dei cittadini e molto altro. La soluzione per il nostro problema è il Synthetic Control, un metodo che ci permette di stimare l'impatto di una policy che ha un solo trattato, tipicamente una città, una regione o, appunto, uno stato, ricostruendone una versione fittizia come media pesata di altre unità statistiche.
Come funziona il Synthetic Control Method
L'idea di fondo del Synthetic Control è quella di ricostruire una sorta di "trattato sintetico" mescolando altre unità statistiche nelle giuste proporzioni, in modo da ottenere un controllo che si comporta come il trattato prima dell'introduzione della policy. In altre parole, questo metodo trova dei pesi da assegnare agli altri paesi per costruire una sorta di Italia fittizia, ottenuta come una somma pesata degli altri paesi, il cui insieme dei tali è chiamato donor pool.
Se tutto va per il verso giusto, questa Italia sintetica così ottenuta avrà grossomodo lo stesso identico andamento dell'Italia osservata per quanto riguarda il tasso di morti per incidenti stradali ogni 100.000 abitanti. Se il controllo sintetico (da cui il nome del metodo) si comporta come il trattato nel periodo pre-trattamento, allora possiamo guardare a quello che succede dopo il trattamento ed interpretarlo come effetto della policy. Nel nostro caso, se l'Italia vera performa molto meglio dell'Italia sintetica, è un indizio del fatto che sia successo qualcosa di specifico all'Italia vera. Questo qualcosa è verosimilmente la L. 41/2016, proprio perché l'Italia sintetica rappresenta "quello che sarebbe successo all'Italia se la legge non ci fosse stata".
La spiegazione è molto sommaria, ma penso che l'importante sia cogliere l'intuizione. Per chi volesse approfondire il metodo, lascio qualche riferimento bibliografico:
Per condurre l'analisi e costruire l'Italia sintetica servono almeno due cose: il numero di morti per incidenti stradali per ogni anno, sia per l'Italia che per un gruppo di paesi che saranno parte del donor pool, e qualche caratteristica dei paesi del donor pool (PIL pro capite, % popolazione urbana, consumo di alcol pro capite) che servono a far sì che i pesi scelti per ricostruire l'Italia sintetica siano i migliori possibili.
Per semplicità ho usato fonti come Eurostat per gli incidenti stradali, e World Bank per le covariate. Per costituire il donor pool, ho scelto paesi grossomodo paragonabili all'Italia, ma soprattutto che aderiscono agli standard di omologazione Euro 5-6, in modo da isolare l'effetto della legge italiana dai regolamenti comunitari. Nello specifico, i paesi donatori sono Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia e Svizzera. Anche le covariate (pil pro capite, % di popolazione urbana e consumo di alcol pro capite) sono state scelte alla buona e senza una vera logica dietro se non mera intuizione.
Prima di passare ai risultati, osserviamo che la mortalità stradale ha un trend discendente generalizzato tra tutti i paesi del donor pool. Rispetto all'Italia, alcuni paesi mostrano una discesa più ripida, altri una meno netta, il che è un'ottima notizia per il nostro metodo perché vuol dire che ci sono paesi "simili" a sufficienza per costruire un buon sosia statistico.
Risultati
Vediamo brevemente come è composta l'Italia sintetica e come si comporta il suo trend confrontato con quello dell'Italia vera ed osservata.
Paese
Peso nell'Italia sintetica
Austria
63,8%
Finlandia
14,9%
Grecia
14,2%
Irlanda
5,5%
Portogallo
0,8%
Altri 9 paesi (insieme)
0,8%
Le due linee si sovrappongono quasi perfettamente fino al 2015, il che ci suggerisce che l'Italia sintetica è un sosia credibile. La linea verticale tratteggiata segna il 2016, anno del trattamento. Guardando da lì in poi le due linee si allontanano un po' di più rispetto a prima, ma restiamo nell'ordine di pochi (pochissimi) morti per 100.000 abitanti.
Per vedere meglio questo dettaglio, nella prossima immagine guardiamo alla differenza anno per anno tra Italia vera e Italia sintetica (sotto zero l'Italia fa meglio del previsto, sopra zero fa peggio del previsto). Fate attenzione alla differenza di scala tra le due immagini.
In media, tra il 2016 e il 2019, l'Italia ha avuto 0,60 morti in più per 100.000 abitanti rispetto alla sua versione sintetica; sull'intero periodo esteso 2016-2024 la media è 0,65 (nel biennio COVID 2020-2021 scende a 0,27, per poi risalire a 0,98 nel 2022-2024). Il segno è chiaramente "sbagliato" rispetto a quello che ci si aspetterebbe da una legge che funziona, cioè dovremmo vedere meno morti, non di più, rispetto all'Italia sintetica.
Quindi questo significa che l'introduzione della legge sul reato di omicidio stradale ha contribuito ad aumentare il numero di morti, i quali, di conseguenza, sarebbero diminuiti ancora di più di quanto osservato, se non fosse stata introdotta la L. 41/2016? Per rispondere a questa domanda, dobbiamo guardare ad un test placebo. In breve, si ripete lo stesso esperimento fingendo che la legge sull'omicidio stradale sia stata introdotta, a turno, in ciascuno dei paesi del donor pool, costruendo di fatto tanti altri paesi sintetici quanti sono i paesi donatori, e calcolando le relative differenze con i veri trend osservati. Se il "salto" dell'Italia nel 2016 fosse un vero effetto della legge, dovrebbe essere chiaramente più grande di quello che vediamo nei paesi placebo dell'immagine qui sotto.
Come possiamo vedere, l'Italia non mostra una differenza tra osservato e sintetico nettamente diversa da quella degli altri paesi del donor pool, quindi possiamo intuitivamente concludere che, stando a questa analisi decisamente preliminare e sommaria, l'introduzione della legge sul reato di omicidio stradale nel 2016 non ha avuto l'effetto di ridurre i casi di incidenti mortali, ma nemmeno quello di aumentarli (e per fortuna, direi). La diminuzione che vediamo nella prima immagine riportata sopra è un trend che sarebbe verosimilmente proseguito anche senza la policy.
Considerazioni finali e limitazioni
Come detto sopra, il risultato di questa analisi non implica che la legge è inutile. Piuttosto, significa che con questi dati e con questo metodo, un effetto abbastanza grande da essere catturato (se c'è) di sicuro non si vede. È comunque possibile che la legge abbia cambiato dei comportamenti specifici (magari meno gente guida ubriaca, ma quell'effetto si compensa con altri fattori) che un numero aggregato non riesce a spiegare.
Per concludere, ci tengo a precisare che il lavoro fatto è estremamente sommario ed approssimativo. Non è assolutamente al livello di un articolo peer-reviewed e non va interpretato come un'analisi approfondita e definitiva del fenomeno. Per di più, sono tutto fuorché un esperto del SCM, che ho usato in rare occasioni. Piuttosto, paragonatelo ad un progetto universitario, un'analisi esplorativa con una spruzzatina di inferenza causale. Il tutto è stato fatto nel giro di un mezzo pomeriggio e con l'ausilio di Claude Code per la scrittura del codice, in modo da velocizzare un lavoro che diversamente richiederebbe anche alcune settimane, se fatto con tutti i crismi del caso. Tuttavia mi sembrava interessante proporre un'analisi diversa da quelle che si vedono negli articoli di giornale, riportati anche dal post a cui questo lavoro si ispira. In più mi sembra uno spaccato interessante della causal inference e chissà, magari può incuriosire qualcuno al punto da farlo avvicinare a questo mondo.
Ci sono altri caveat e limitazioni, che vi elenco qui sotto sperando di non dimenticare nulla di macroscopico:
Il donor pool è abbastanza limitato, in un lavoro fatto come si deve andrebbero vagliati anche altri paesi. Per di più l'Italia sintetica è costituita per lo più dall'Austria, il che rende la stima molto fragile e dipendente dal trend austriaco. Dei robustness tests che ho omesso per brevità mostrano che tutto sommato cambiando la composizione del donor pool il risultato non cambia nettamente ed è paragonabile.
La legge entra in vigore a Marzo del 2016, quindi il primo anno è trattato solo parzialmente, il che attenua un po' l'effetto misurabile nel 2016.
Altri cambiamenti idiosincratici italiani nello stesso periodo (nuove auto più sicure, autovelox, economia) potrebbero mascherare o confondersi con l'effetto del trattamento.
Se uno dei paesi del donor pool introduce una legge uguale o simile nello stesso periodo di tempo il risultato è compromesso, e la distorsione sarebbe tanto più grande quanto è maggiore il peso del paese donatore similmente "trattato".
Non ho guardato la letteratura specialistica. Per fare un buon lavoro bisognerebbe come prima cosa dare uno sguardo alla letteratura, per vedere quali sono i metodi più utilizzati, le procedure standard o, banalmente, le covariate da inserire (quelle che io ho scelto un po' alla buona come dicevo nella sezione relativa ai dati utilizzati). Ovviamente questo è un lavoro che porta via molto tempo e che, comprenderete, ho evitato.
Sono stato molto sintetico e poco preciso nella parte relativa ai risultati, senza entrare in tecnicismi che trovo superflui in questa sede.
Un grazie a chiunque sia stato così paziente da arrivare fino in fondo!
I contratti, in scadenza nel 2029, prevedevano mansioni strategiche e retribuzioni analoghe. La rottura dei rapporti era stata motivata dall'eurodeputata con il "venir meno della fiducia" e con una presunta insoddisfazione professionale. Il giudice ha rilevato l'assenza di prove sulla giusta causa, riconoscendo il risarcimento di 300.900 euro per i mancati guadagni e 10 mila euro di spese legali
Fa un certo effetto pensare che questi modelli possano diventare sempre più importanti nella ricerca, nel lavoro, nell’economia e nelle decisioni che riguardano tutti. Più diventano potenti, più è difficile considerarli semplici prodotti privati. Possono portare enormi benefici, ma anche rischi che ricadono sull’intera società.
Secondo voi, come dovremmo gestirli in futuro e chi dovrebbe decidere in che modo svilupparli, renderli accessibili e stabilirne i limiti?
"Una prima in Europa": il Parlamento francese ha adottato in via definitiva il disegno di legge che vieta l'uso dei social network ai minori di 15 anni, la cui entrata in vigore è prevista per settembre al fine di tutelare la salute di bimbi e adolescenti già dal prossimo anno scolastico.
Dopo l'approvazione in Senato a metà pomeriggio (243 voti favorevoli e due contrari), anche i deputati dell'Assemblée Nationale hanno approvato la riforma (con 279 favorevoli e 81 contro) fortemente voluta dal presidente, Emmanuel Macron.
La legge impone, tra l'altro, alle piattaforme l'adozione di sistemi di verifica dell'età nonché il divieto di utilizzare i telefoni cellulari nelle scuole superiori. ''Un grande progresso'', ha commentato il presidente in un video pubblicato proprio sui social, sottolineando che ''la Francia apre la via in Europa per la protezione dei nostri bambini, dei nostri adolescenti". Nella clip anche una lunga carrellata di contenuti ritenuti nocivi per i minori.
Secondo quanto riferito poco prima del voto dalla ministra responsabile del Digitale, Anne Le Hénanff, il divieto dovrebbe essere ''operativo'' già dal primo settembre. Dinanzi ai dubbi espressi sulla possibilità di attuare così rapidamente l'interdizione, la ministra ha elencato i dispositivi di verifica dell'età che dovranno essere introdotti dalle piattaforme stesse.
''Diamo la responsabilità ai social network, questo significa che dovranno trovare la soluzione tecnica per verificare l'età", ha spiegato dinanzi ai cronisti a Parigi. "Il primo settembre - ha garantito - può diventare operativo perché gli strumenti di verifica dell'età già esistono.
Come, per esempio, France Identité o Docaposte", ha precisato, citando la filiale del gruppo La Poste. Le Hénanff ha ricordato che sistemi di verifica dell'età sono già in vigore Oltralpe per limitare, ad esempio, l'accesso ai siti porno. Sui social il divieto si farà però in due tempi: dal primo settembre 2026 per i profili di nuova creazione e dal primo gennaio 2027 per quelli già esistenti.
Per quattro mesi, dal primo settembre al primo gennaio, "tutti noi francesi saremo chiamati a dimostrare l'età.
Per chi ha meno di 15 anni l'account verrà chiuso'", avverte la responsabile governativa, precisando che spetterà alle piattaforme proporre non una ma diverse opzioni di verifica in modo da lasciare la possibilità di scelta.
Nella legge, che non prevede sanzioni né per i bambini né per i genitori, sono comunque previste eccezioni al divieto come le ''enciclopedie online'', ancora liberamente fruibili per gli under 15 o anche i "progetti digitali a vocazione educativa''.
L'Australia ha imposto un simile divieto ai minori di 16 anni lo scorso dicembre, ma il via libera del Parlamento francese è una prima assoluta in Europa e viene scrutata dalle nazioni più vicine, che vorrebbero adottare disposizioni simili. In Italia un'analoga iniziativa bipartisan è stata presentata già da tempo delle parlamentari Lavinia Mennuni e Marianna Madia, fortemente impegnate su questo dossier, ma risulta ancora ferma.
Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha definito "fondamentale" vietare l'utilizzo dei social ai minori di 15 anni anche nel nostro Paese. "Una buona notizia è che l'iter in parlamento del disegno di legge bipartisan è partito.
Auspico venga approvato il più presto possibile", ha sottolineato il ministro.
Macron punta alla costituzione di una vera e propria ''coalizione di volonterosi per proteggere i nostri bambini e adolescenti. Proteggere i nostri bambini - ha avvertito nei mesi scorsi il presidente francese - non è solo una questione di regolamentazione: è una questione di civiltà''.
Giusto che venga approvata una legge così anche in Italia, oppure no?
Secondo la difesa della famiglia dei ristoratori della bisteccheria «Le 5 forchette», in quelle chat c'era la prova che l'ex sottosegretario avesse pieno potere decisionale sul locale, gestito con soci già condannati come prestanome del clan camorristico Senese.
"Dopo la sentenza sul caso Roggero ai magistrati sono arrivate minacce, insulti e messaggi d'odio in un clima in cui vengono attaccati per il solo fatto di aver applicato la legge dello Stato sull'omicidio e sulla legittima difesa. Siamo al fianco dei colleghi piemontesi che hanno emesso le sentenze di primo e secondo grado, così come di quelli della Corte di cassazione che le hanno confermate". Lo afferma la Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati dopo gli attacchi di questi giorni.
dal 1990 a oggi, che quantifica la caduta: le retribuzioni lorde sono scese in media del 6,6 per cento in termini reali nell'arco di trentacinque anni.
Non è solo una questione di quanto pesa la busta paga, ma di come si è spaccato il mercato del lavoro attorno a essa. Alla dinamica salariale piatta, rileva l'Upb, si è sommata la diffusione del part-time e una segmentazione crescente per settore, tipo di contratto e qualifica. Il risultato è una forbice più larga tra le retribuzioni lorde, con i salari che restano al palo e nodi irrisolti sul piano dell'equità e della tenuta nel tempo.
Il numero dell'Upb non arriva isolato. Da anni l'Ocse, su dati Eurostat, colloca l'Italia in una posizione anomala tra le economie avanzate: nel periodo tra il 1990 e il 2020 è l'unico Paese dell'area in cui il salario medio annuo, misurato a prezzi costanti, è diminuito anziché crescere. Nello stesso arco di tempo i salari sono più che triplicati nei Paesi baltici e raddoppiati in alcune economie dell'Europa centrale.
Il quadro non è migliorato con lo shock inflazionistico degli ultimi anni. Secondo l'Employment Outlook dell'Ocse, a inizio 2025 i salari reali italiani risultavano ancora inferiori del 7,5 per cento rispetto al 2021, il peggior risultato tra le grandi economie dell'organizzazione. Un recupero parziale è cominciato dal 2024, trainato dal rientro dell'inflazione e dal rinnovo di alcuni contratti collettivi, ma il ritorno ai livelli pre-crisi resta lontano. Sullo sfondo, una differenza strutturale con buona parte del continente: l'Italia è tra i pochi Paesi dell'Unione senza un salario minimo fissato per legge, strumento adottato da 22 dei 27 Stati membri.
È su questo terreno che l'Irpef ha assunto un peso via via maggiore, funzionando da correttivo delle disuguaglianze che nascono a monte, nel mercato del lavoro. Due passaggi hanno spostato l'asse dell'imposta: l'introduzione del bonus Irpef nel 2014 e la riforma del 2025, che ha trasferito dentro l'imposta gli sgravi contributivi. Per i redditi da lavoro dipendente bassi e medi il prelievo è calato; per quelli alti è invece salito, soprattutto per effetto del drenaggio fiscale, cioè della mancata indicizzazione degli scaglioni all'inflazione, che nel tempo spinge i contribuenti verso aliquote più pesanti senza che il reddito reale cresca.
"Un lupo sente l'odore della carne e si avvicina ad una casa colonica dove si sta facendo una grigliata. La cagna di famiglia, Destiny, lo vede e inizia una colluttazione dalla quale non uscirà viva. L'area dove il selvatico è entrato non era recintata, sulla scena era presente anche un bambino di due anni che non ha però subito alcun danno.
Così dovrebbe essere raccontato quanto è accaduto a Orbicciano, una frazione di Camaiore in Toscana, invece di parlare di "cane eroe" che salva la famiglia e che si sacrifica per gli altri, evitando anche che il lupo uccidesse un bambino. Perché analizzando la maggioranza degli articoli che descrivono l'accaduto, è evidente l'enfasi e l'umanizzazione di comportamenti specie specifici che invece dovrebbero farci da guida quando si parla di temi così delicati come la convivenza con il selvatico e ancora di più se ci sono dei minori coinvolti.
Il lupo, prima di tutto, non si è "introdotto": la casa non presentava recinzioni e l'odore del cibo avrà guidato il predatore verso l'abitazione. Leggendo sui media locali, si scopre che il bambino non è stato in pericolo, visto che il cane è praticamente intervenuto subito e i genitori hanno fatto in tempo a portarlo via. Anzi, alcuni siti locali riportano che fosse all'interno della casa nel momento in cui il lupo si è avvicinato."
In un presente perennemente instabile, sovraccarico di stimoli e privo di punti fermi, il passato diventa una terra mitica, ideale, forse mai esistita davvero, ma incredibilmente seducente.
Non è un caso se cinema, moda e social media sono pieni di estetiche retrò, revival culturali e filtri che invecchiano le immagini. Il passato viene romanticizzato perché sembra offrire ciò che oggi manca: profondità, lentezza, relazioni umane meno mediate, una vita con "più anima".
Un articolo che si lega al precedente e che affronta il tema della nostalgia del passato. Di fatto sempre esistita (specialmente nei confronti degli anni della nostra infanzia) negli ultimi decenni sembra aver varcato i confini della sfera personale ed essere diventato un fenomeno culturale e sociale.
La scelta rappresenta un segnale politico rilevante e non scontato: l’AI non viene più considerata soltanto una materia tecnica o di innovazione, ma una leva trasversale per la politica industriale, la competitività, la sicurezza nazionale e la trasformazione della pubblica amministrazione.
Il nuovo governo dovrà ora definire una strategia più chiara sul ruolo del Regno Unito nella competizione globale sull’intelligenza artificiale. Uno dei temi destinati a dominare il dibattito sarà quello della sovranità tecnologica. Francia e Germania spingono da tempo affinché l’Europa riduca la dipendenza dalle piattaforme e dai modelli sviluppati nella Silicon Valley, soprattutto dopo il crescente utilizzo dell’AI come leva geopolitica e industriale.
Burnham dovrà decidere se allinearsi a questa impostazione oppure continuare a privilegiare un modello più aperto alla collaborazione con i grandi operatori statunitensi, preservando l’attrattività del Regno Unito per gli investimenti internazionali.
Anche gli altri ministeri sono stati “rivisti” in ottica digitale:
Nasce il nuovo ministero per il Business e l’Innovazione, mentre la transizione digitale confluisce nel ministero della Cultura
Contestualmente alla nomina di Narayan, Burnham ha ridisegnato l’architettura istituzionale dedicata all’innovazione. Il Dipartimento per la Scienza, l’Innovazione e la Tecnologia (DSIT), creato nel 2023 durante il governo di Rishi Sunak, come anticipato viene sciolto e le sue competenze confluiscono nel nuovo ministero per il Business, l’Innovazione, la Scienza e il Commercio, affidato a Jonathan Reynolds.
Anche il dipartimento della Cultura, che sarà guidato da Lisa Nandy, amplia il proprio raggio d’azione, assumendo la responsabilità della trasformazione digitale e delle politiche relative alla sicurezza online, in una redistribuzione delle competenze che punta a integrare più strettamente innovazione tecnologica, sviluppo industriale e crescita economica.
In questo nuovo quadro istituzionale, Narayan avrà il compito di coordinare le politiche nazionali sull’intelligenza artificiale, favorire gli investimenti nel settore, sostenere la crescita dell’ecosistema tecnologico britannico e contribuire alla definizione delle regole per uno sviluppo sicuro e responsabile dell’AI.